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13/10/09
heri dicebamus....
e che dicevamo? niente, che oggi ci saremmo ritrovati esattamente nella situazione in cui dicevamo che ci saremmo trovati, ieri.
Dieci anni fa.
Lo dico e come!
NOI ve lo avevamo detto.
Ve lo avevamo detto. Non lo annunciano mica il colpo di stato.
Ed ora ci siamo dentro fino al collo.
E ancora non lo hanno proclamato.
Non formalmente.
Ma appena potranno lo faranno.
Colpo di stato? Fatto!
L'acquisizione teorica è questa.
Che non dipende da te.
Non dipende da te se verranno a prenderti e ti sbatteranno in galera o ti tortureranno o ti fucileranno.
Non importa se sei stato tutto il tempo zitto e buono da una parte.
Se gli conviene ti ci fanno diventare loro armato rivoluzionario.
Ti danno la caccia e ti fanno fuori.
Vaglielo a spiegare poi che tu non hai fatto niente..
....anche se avresti tanto voluto.
Così ho deciso di darvi il continuum.
Tutti i giorni...o quasi, in questo sito voi potrete assistere
in tempo reale
alla vicissitudine di una coscienza
in tempi sì gravi .E grevi. E cupi.
Alti e bassi. Speranze e scoramenti.
Vigliaccheria o dignità in diretta.
E voglio proprio vedere
e voglio proprio vedere
come va a finire.
Magari a volte disperatamente la situazione sembra stazionaria
come adesso
e invece qualcosa intanto cambia inavvertitamente.
Adesso per esempio 'si sa' che c'è chi fa il cazzo che gli pare.
E che la maggioranza lo vota proprio per questo.
Tutto sta a vedere fino a che punto potrà restar tale
senza vergognarsene.
Non lui , la maggioranza. Ché quegli si sa non conosce vergogna per definizione.
Incredibile ma vero.
Tale è il livello di bestialità cui è stato ridotto questo paese che qui un guitto, un patetico gagà col cerone, un bellimbusto somarone riesce in funzione anticomunista a cavalcare l'alleanza organica tra l'ala clerico fascista e quella mignotto libertinista del putridume dell'establishement dirigente.
Vero è che ultimamente han dovuto da una parte e dall'altra diradare la frequentazione, per una questione di decenza, che quelli nomano sobrietà, ma è su questa ideologia da postribolo e da demente che si è fondata una pedagodia di massa che ha degradato un popolo ad un ammasso di ebeti plaudenti e tuttora garantisce al maiale super pares della topica fattoria il consenso bipartisan cattolico e porcaccione
Ma è un dato di fatto nuovo che sia la stampa estera ad aver proclamato pressoché unanimemente che in questo paese si ostina a voler governare un poco di buono, un cattivo soggetto vuoi nel risvolto claunesco vuoi in quello presunto delinquenziale.
E nelle cancellerie lo stare alla larga dall'appestato mediatico è semiufficiale.
La menzogna strutturale e lo statista che l'incarna denunciano forti limiti di provincialismo.
Ne prendiamo atto e basta, si licet.
Ma che piacere! Leggere la stampa libera.
Ce l'eravamo dimenticato.
Un editoriale del Guardian, tradotto, l'altro giorno.
Che discorso semplice, asciutto.
Che prosa pulita, chiara.
Diceva, e ve lo riporterò integrale.
Che adesso inItalia è di importanza vitale
che i processi vadano avanti.
Ad ogni costo.
Pena, lo sprofondamento in un regime fascista.
Ricevuto?
Forte e chiaro!
Tutto il contrario di quanto va cianciando il servitorame diffuso nazionale.
Una sana, ferrea linea giustizialista.
Non abbassare i toni, non non tirare troppo la corda,
non i compromessi, non le concessioni,
ci preserverà dal fascismo e ci conserverà, anzi, restituirà, lo stato di diritto.
I processi s'hanno da fare.
E pubblicamente come la legge prevede.
Davanti all'intera opinione pubblica nazionale.
Sviscerati negli approfondimenti serali.
Nelle tv nazionali.
Come da Vespa Cogne.
Eh sì. Ci piace il gossip.
Vogliamo morbosamente sapere
se, come sostiene la stampa internazionale
come sostengono e hanno sostenuto schiere di pubblici ministeri,
come in qualche grado hanno sentenziato i giudici
poi prescritti,
o si accingevano a farlo, poi ricusati o talvolta... lodati
ma di norma diffamati, calunniati, minacciati,
se davvero il nostro stralciato capo del governo si è macchiato di infamanti reati.
Vogliamo che ottemperando all'obbligo di comparire davanti ad un tribunale in un pubblico dibattimento il P.d.C confuti le accuse e dia al fin fondamento con nomi e circostanze alle sue decennali denunce di complotti e congiure ai suoi danni .
In difetto di che risponda delle sue e colpe e delle sue calunnie.
Come qualsiasi altro cittadino, senza attenuanti, anzi con l'aggravante della veste istituzionale che ricopre.
Evidenzieremo in maniera leggera la gravità della situazione.
Mentre il Presidente del Consiglio sbraita contro la sentenza che in sede civile lo condanna a rifondere alla controparte 750 milioni di euro per la corruzione di un giudice con fondi fininvest,in quello stesso processo la Presidenza del Consiglio costituitasi parte civile chiedeva la conferma della condanna dell'imputato al risarcimento di 250000 euro alla Presidenza del Consiglio stessa.
Non Travaglio, non la stampa bolscevica, ma la Presidenza del Consiglio smentisce e accusa il Presidente del Consiglio.
Ma non è fantastico, non è esilarante?
Chissà che non sia già allo studio un decreto ad hoc per limitare, sterilizzare anche il potere abnorme di quest'altra istituzione repubblicana.
Non v'ha chi non veda che non si possono più fermare.
E visto che la strada maestra di far trionfare la verità e l'innocenza nei tribunali non la possono imboccare perché se no lo avrebbero già fatto e se ne sono guardati bene finora, altro non gli resta che perseverare nel mendacio, contro ogni enormità, ogni evidenza, contro il ridicolo ed ogni benché minimo pudore.
Perchè del fattaccio suo privato lui neha fatto una cosa nostra, cosa pubblica.
Attorno agli affaracci suoi è venuta su una res publica, la seconda.
A supporto della sua menzogna è cresciuta una intera generazione.
La nuova classe dirigente.
Gli sdoganamenti sono sempre speculari.
E' accreditandolo che tutti costoro sub oculos omnium da Pivetti a Bondi a Brunetta passando per Scarfagna hanno fatto favolose carriere.
Costoro, gli gnomi, ma anche alti grandi feudatari e dignitari, quelli in chiaro e quelli in sonno.
Tutti hanno legittimato il baro.
Non è che lo votino, o lo adorino solo. Lui è loro.
Lui li nomina.
Giù lui.Giù tutti. Giù tutto.
Nel bluff c'è una regola sola. Portarlo fino in fondo senza la minima esitazione.
Non possono far altro che continuare a mentire.
Ne va della loro sorte.
Sta qui il pericolo della situazione.
Loro devono tirare la corda fino in fondo.
Non possono suicidarsi.Confessare pubblicamente
- Sì l'uomo simbolo della nostra stagione è un truffatore e un usurpatore.
E noi siamo stati suoi complici. E in virtù di questo occupiamo i posti di potere.
La menzogna deve restare istituzionale.
Il dolo incardinarsi nella legalità.
Per dirla alla Grillo loro non molleranno mai. Non possono.
E noi?
Nemmeno.
Perchè noi abbiamo già mollato tutto il mollabile.
A questo punto dovremmo mollare noi stessi.
Dire io non sono io. Diventar loro.
Non è solo una questione di coscienza, ma di sopravvivenza.
Anche noi non possiamo suicidarci.
Per cui, noi e loro, obbligati a tirare in direzioni opposte c'è il rischio che si strappi la corda,
se nessuno cede.
13/10/2009
Non abbiamo bisogno di fumanti pistole.
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Loro sono sempre più infima minoranza nel paese. E maggioritari in Parlamento.
Ci hanno tolto l'unica forza che abbiamo.Pensa che fessi. Hanno comprato anche quella.
Quella di essere la maggioranza.
E' proprio l'idea che ci siano dei capi che è primitiva.
Ah uguaglianza, democrazia!
Mi sono proprio scassato di vivere in questa età di barbari.
Ah Atene, mia diletta.
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Eppure quando si dice che chi non ha studiato inevitabilmente si vede, quanto è vero questo, eh?
Quello non parla mai nelle sedi istituzionali.
Parla sempre agli industriali ai commercianti e ai suoi ultrà negli stadi o al suo Pubblico in TV.
Davanti al Parlamento, non va e non parla mai. E figurarsi davanti a dei magistrati.
Non parla mai davanti ad un'assemblea di amministratori pubblici o di cittadini.
Non parla mai davanti allo Stato e al Popolo Sovrano.
Lo statista coi tacchi.
Nemmeno nelle occasioni solenni e festività nazionali.
Nemmeno davanti ai diplomatici. Lui preferisce farsela con gli addetti commmerciali.
Non parla nemmeno ai dirigenti ed iscritti del suo Partito.
Non ci sono congressi, libere elezioni nel Popolo delle Libertà.
Non partecipa a pubblici dibatti e confronti politici.
Verrebbe fuori che è un gran somaro. Un furbastro a cultura e intelligenza zero.
Degno compare di quel fannullone rozzo dell'Umberto.
Eccolo qua il parvenu istituzionazionale. Eccolo qua il salumiere, nel lusso pacchiano del salotto di casa sua.
Che magna, beve , ride , rutta e racconta barzellette zozze e palpa il culo alle cameriste.
Resta sempre lo stesso l'arzillo vecchietto. Quel mattacchione, quella simpatica canaglia del ragazzo di bottega di via Rasini.
14/10/09......................................................................................................................................
Il quadro è tragicamente chiaro.
Eppure certe cose non le capisco.
Chi tutela ad esempio la Corte Costituzionale?
L'Eletto ha detto che la Corte non è un organo di garanzia è un organo politico.
Quasi tutti i suoi membri sono di sinistra.
Il voto è il risultato della loro militanza ideologica non dei loro convincimenti giuridici.
Il supremo arbitro della legalità è di parte, fazioso ,non è neutrale.
Domando. Ci sono gli estremi di reato?
Rispondo. Altroché se ci sono.
Calunnia. Diffamazione. Vilipendio.
Diffusione di notizie false e tendenziose atte a creare allarme nella pubblica opinione.
Attentato alla sicurezza dello Stato, alla Costituzione, alla democrazia, alla forma repubblicana, allo stato di diritto?
Mah, fate voi.
E come mai non è in corso nessuna procedura di empechement?
Come mai in Parlamento non giace nessuna richiesta di dimissioni immediate? Soggiace.
E come mai la Consulta nel suo insieme o singolarmente nessuno dei giudici costituzionali ha formalmente chiamato a rispondere il Presidente del Consiglio delle sue accuse infamanti e disonorevoli ?
Non ha mica insultato un passante.
Si tratta della suprema magistratura posta dal Popolo a tutela della legalità repubblicana.
Come può tollerare il Popolo che lo si insulti senza rinunciare alla propria Sovranità.
Come può tollerare che si dubiti anche solo per un momento (figurarsi proclamarla apertamente e pubblicamente e alla tv nazionale) della integrità morale e istituzionale dei suoi rappresentanti nell'esercizio delle loro funzioni di sommi garanti della legittimità degli atti di tutti gli altri organi, poteri e ordini dello Stato.
Come può accettare che quelle accuse corrispondano a realtà, se non certificando, e facendosene complice, quell'atto di abolizione della legalità e della democrazia e della integrità nazionale in cui esse consistono? Qui. Adesso.
Non è quindi che non sia possibile politicamente transigere sul grave oltraggio .
Non è possibile giuridicamente. E' un reato.
Sta qui la grande mistificazione.
Non è che si sottovaluti il rischio.
Si persevera a negare il fatto.
Il vulnus alla democrazia, alla repubblica, alla sovranità del Popolo compiuto, è in corso.
E' in atto.
O quelle accuse si prova che sono vere o se no sono calunnie, sono oltraggio.
Il Popolo non può ammettere né l'una cosa né l'altra.
Se non rassegnandosi a una condizione di anarchia e suddditanza.
Che la situazione resti in stallo è già colpo di stato.
Questa non è una denuncia. E' il resoconto esatto del quadro istituzionale che ci sta apparecchiato di fronte.
E' lo stato delle cose.
L'una istituzione dice dell'altra. Quelli sono un covo di faziosi disonesti che usano la loro funzione in spregio alla toga e al diritto, in odio a me e per i loro interessi.
E di là si tace.
Che nessuno lo chiami a render conto delle sue dichiarazioni, a non conservare un minuto di più la carica che riveste ed a comparire di fronte al Tribunale competente per rispondere all'accusa di alto tradimento e finalità eversive dell'ordine costituito, ove non ritratti e rifiuti o non sia in grado di dimostrarle fondate e di legittimarle,vuol dire che quelle finalità sono già conseguite.
La Corte non ha facoltà, ha il dovere di reagire.
La Magistratura ha il dovere di procedere in nome del Popolo e dell'art.3.
Se non lo fa è perchè non ne ha la forza, non ne ha il potere.
E ciascun giudice la dignità.
Significa che c'è già un padrone.
Del tanto celebrato senso di responsabilità istituzionale se ne è profuso anche troppo.
Ne sono particolarmente provvisti e formidabili dispensatori quelli dell'opposizione pacata, educata, riservata, discreta, schiva, muta, invisibile, sparita. Trucida e complice insomma, serva e venduta.
Altra cosa sono l'ipocrisia e la viltà istituzionali e istituzionalizzate.
Questo non ce lo potete davvero chiedere.Di siglare questo patto scellerato.
Se il Presidente del Consiglio non vien messo in stato di accusa, se le violazioni della legge sono tollerate, se i precedenti son lasciati passare, se la flagranza di reato è ignorata o negata, se ci si fa vanto di non voler frugare nei cassetti e negli armadi alla ricerca della verità, questo non è senso dello stato, essere super partes, questa è omertà, connivenza.
Quelli assassini e quest'altri becchini.
E noi nella fossa.
Questa non è la salvezza della Repubblica ma la sua sepoltura.
Meglio perciò, molto meglio costringerli a gettar la maschera, a venir fuori allo scoperto le canaglie di sinistra e di destra che fanno banchetto della cosa pubblica.
Andiamo a vedere il boss di che pasta è fatto.
L'unica cosa che non si può ammettere un minuto di più è che si faccia mercimonio della verità e della storia, della vita di una comunità intera, per salvar le chiappe d'un farabutto, che si patisca il ricatto che si facciano saltare democrazia, repubblica e stato di diritto ove non si proclami solennemente l'innocenza del reo e verità storica le falsità dello spergiuro.
Ove così non fosse è in natura rerum anche questo. Che quando oggettivamente la cittadinanza non è più rappresentata e versa in una vacatio legis è compito suo porre mano all' epurazione e alla bonifica delle istituzioni e procedere alla ricostituzione della legalità e della democrazia.
E per solito non è faccenda agevole né indolore.
Ma visto che il percorso è obbligato altro non resta che rimboccarsi le maniche.
E darci dentro di buzzo buono.
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26.10.09
Male remediumque in unum convertuntur
La cosa di tutte più defatigante è osservare puntualmente come lo strumento per rimuovere il marcio sia affetto dagli stessi vizi.
Si veda la seguente esemplificazione applicata ad un blog di successo.
a) servi
blog lorum
Facciamo il punto della situazione.
Come è possibile, dico io, che qui da noi un emerito signor Nessuno, una scorreggina nell'universo, un buffone, un demente, una barzelletta ambulante, un delinquente abituale, arrogante coi deboli e disgustoso leccaculo coi potenti, la faccia da padrone, faccia il cacchio che gli pare, insultando chiunque impunemente, dettando legge come conviene a lui, e imponendo norme che lui per primo viola, tutte e sistematicamente, contando su una vasta platea di pavidi e pusillanimi e su un codazzo di servi e gaglioffi cerebrolesi, zotici, sozzi, volgari, ignoranti e ottusi?
Che ridicole, sciocche, patetiche cocotte analfabete sian levate sugli allori e coperte di onorificenze per meriti e pregevoli servizietti di lingua di ben altro tipo che politico-letterario?
Che persone dabbene, sensibili, generose, intelligenti debbano soggiacere alle angarie di questa cosca mafiosa e malavitosa che trama nell'ombra e appesta l'ambiente con falsità, infamità. troiate, calunnie, minacce e intimidazioni?
E come è possibile dover pensare che Lassù si continui a dormire e che Colui che dovrebbe vigilare lasci fare, finga di non sapere e non vedere, taccia e acconsenta, se non addirittura sia mandante, complice e compare?
Va bene così?
Non ci si dovrebbe mettere una pezza?
Non si dovrebbe reagire, riscattarsi, bonificare, cacciarli a calci in culo dal Tempio quella muta di cagnacci, quella cricca di briganti e di somari?
E invece vieppiù perdura e peggiora il truce andazzo, il mefitico olezzo.
Contenti voi, contenti tutti.
Noi il nostro dovere l'abbiamo fatto.
Solo una precisazione in chiosa.
Qui non si sta parlando dell'Italia, ma di un altro sito. "Questo" sito.
Questo blog! Il blog di beppe grillo
O di tutti e due, se volete.
Che sono , non a caso, perfettamente speculari.
Ave.
29-10-2009
b) e adulatori (culto della personalità)
Sermone di Sua Divina Grazia Pepe Crillo ai suoi discepoli.
Oh voi laggiù massa oscura di adulatori, cicisbei e incensatori.
ma per chi mi avete preso!
Credete mi lusinghino i vostri panegirici, che mi diletti di servili,esagerati elogi?
credete mi compiaccia d'esser osannato da prostituti, servi, ipocriti arrivisti
omuncoli senza dignità né onore?
voi non mi elevate, né vi elevate a me di siffatta maniera,
ma mi abbassate a voi
mi trascinate giù nei vostri bassifondi e letamai.
Voi mi recate offesa,
io provo disgusto di mielose lodi, di untuosi ossequi, inginocchiati omaggi
credete dunque che la vanità, la spocchia e la superbia sian le insegne del mio blasone?
ch'io sia uno stupido narciso
che la nobiltà mia sia di star seduto sul più alto scranno e pascermi
di veder altrui umiliato e basso
e d'altrui fatto oggetto di disprezzo e da se stesso?
e non invece fianco a fianco coi miei pari e i miei eguali e i miei fratelli
condividere con loro un comune destino, lo stesso sogno, le medesime privazioni
la stessa vittoria o la stessa sconfitta?
Per questo dunque avrei combattuto tante battaglie?
i vostri cori e i vostri osanna non son gli allori per me
son le ortiche, sono la mia sconfitta
e il vostro farvi tappeto per la polvere dei miei stivali,
questo è il fiele amaro del mio fallimento
Oh quanto più amo il parlar franco, leale, sincero
fiero,diretto, dritto negli occhi,
non di sottinsu con melensi, ripugnanti sorrisi
e parole come stucchevoli zuccherosi confetti!
quanto più mi è caro chi senza arroganza, certo,
senza iattanza, ma apertamente
contrasta i miei pensieri e le mie azioni,
proprio per il bene e l'amicizia che mi porta
persino i miei nemici stimo e ammiro piuttosto che voi
se scendon nell'agone con lealtà e fede vera e autentiche passioni
Non vi prostrate dunque, tenete dritte le vostre schiene
non supplicate, non belate il miracolo di poter
godere delle mie apparizioni, di udir le mie concioni
non ve ne beate come sciocchi fanciulletti
Siate me dunque, non false, buffe e goffe imitazioni
se davvero volete esser fedeli devoti
Andate in pace ora e fate migliori e più degni voi stessi
camminate da soli, fate a meno di me
chè questa solo è l'adorazione che veramente
reca successo e gloria
al mio esempio e alla mia predicazione.
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la trattativa c'è stata.
Il dott. Grasso Procuratore nazionale antimafia, la massima autorità investigativa nel ramo, quello che soffiò il posto a Castelli, in grazia di una delle tante leggi ad hoc del Procuratore nazionale promafia,ci viene a dire adesso che sì, la trattativa c'è stata
Spintaneamente.
Adesso,che lo sapevamo già.Che la cosa era ormai venuta fuori.
Domande.
E come mai non lo aveva mai dichiarato prima?
E come mai non aveva indagato prima?
E come mai non si dimette?
E come mai non si apre un fascicolo su di lui e la folta schiera di coloro che a destra e a manca hanno simultaneamente avuto questi formidabili recuperi di memoria?
E' lui, o sbaglio, quello di cui si ipotizzava, fra l'altro, avesse sempre avuto e custodito nella sua disponibilità la lettera di Provenzano a Berlusconi in cui si chiedeva in dono per i picciotti una tv in cambio di una irricusabile offerta?
Davvero, per tutto questo tempo, non ha mai ritenuto utile né doveroso riferire alla Commissione antimafia e alle Procure che indagavano su Capaci e via D'Amelio che era al corrente di una trattativa tra Stato e Antistato.
Ma visto che non si puo' tacere, negare più, perchè è terribile l'olezzo e si diffonde dapertutt,o allora si passa alla linea difensiva di riserva, già concordata da tempo,come prevedevo.
Si confessa. Ma facendo trapelare, con candida perfidia, nemmeno fra le righe, che la trattativa era necessaria, inevitabile per fermare nuove stragi, segnatamente quelle già programmate contro i politici di grossa stazza, facendo capire a Cosa Nostra che era controproducente far fuori proprio coloro da cui la stessa attendeva benefici.Eh cribbio anche un cretino lo capisce.
E 'infatti', prosegue, la ferocia dei boss si orientò su Borsellino e i ragazzi della scorta, per convincere i titubanti spiega, per accelerare la trattativa, che infatti andò in porto felicemente,con la fine dell'opzione stragista, conclude, questo fedele servitore dello Stato.
Ma non si spara in bocca, alla fine dell'intervista.
Ho appena riascoltato tutto nell'ultima edizione del tg3 . E non ci credo. Non ci riesco.
Ed ora passiamo ad un altro argomento dice l'annunciatrice.
Ma non lo arrestano? Non si accendono tutte le luci del Palazzo. Si dorme come si suole al Quirinale?
Ancora una volta vite immolate alla Ragion di Stato.Ma stavolta non in nome della fermezza, ma, al contrario, per giustificare, legittimare l'infame patteggiamento.
Per date, dinamiche e responsabilità esatte occorrerà aspettare Travaglio, ma il quadro d'insieme risulta chiaro ormai.
La trattativa ci fu. Mafia SpA fu persuasa dell'inutilità di abbattere i vecchi ronzini, per vendicarsi delle perdi subite. Meglio far fuori chi si frapponeva alle scommesse su un nuovo cavallo di razza.
Garantiva Dell'Utri.La dritta buona gliela aveva data Mangano lo stalliere, un grande esperto di destrieri e cavalieri, come lui ha sempre assicurato
E così andò. Fatta l'ultima mattanza, quella giusta, la mafia puntò sulla magnifica bestia che risultò vincente e coi suoi trionfi tornò a garantire favolosi incassi alla onorata società .
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Trovo che sia una gravissima sottovalutazione il fatto che le dichiarazioni di Grasso già all'indomani non siano in prima pagina a caratteri cubitali e che lo stesso Travaglio, per ora, non ne faccia cenno e si attardi nella pur lodevole battaglia del calzino
Non solo si ammette che la trattativa ci fu, ormai che risulta" processualmente accertato", dopo che per lustri era stato taciuto e ultimamente negato.Ma si confessa anche che l'iniziativa fu dello Stato, non della mafia.
La mafia per parte sua aveva abbandonato la trattativa, adottando la linea corleonese stragista, proprio perché i vecchi rappresentanti politici, sotto scacco per mani pulite e i processi palermitani e perugini ad Andreotti, non li garantivano più.
Sono le istituzioni a "farsi sotto" come dichiara il Procuratore nazionale citando le parole di Riina a Brusca.
Ed è ancora più esplicito. "Il momento era terribile, bisognava fermare questa deriva stragista iniziata con la strage di Falcone"(Repubblica.it)
Aggiunge che sarebbe stato per "riscaldare" la trattativa che venne di lì a poco eseguito il massacro di Borsellino e della scorta, essendosi i boss resi conto che non conveniva eliminare proprio coloro che avrebbero dovuto favorirli.E questo avrebbe salvato la vita a molti politici e ministri.
Eh no. Quelli non potevano più favorirli! Se non li ammazzano e desistono dalla vendetta è perché nel frattempo nuovi interlocutori si erano fatti avanti, questi sì disponibili e in grado di esaudire le loro richieste.
L'eliminazione di Borsellino non serve a riscaldare la trattativa, ma a consentirla, rimuovendo l'ostacolo maggiore sia perché Bosellino venutone a conoscenza vi si opponeva strenuamente, sia perchè con le sue indagini metteva in pericolo, indeboliva, paralizzava i nuovi interlocutori e garanti.
Ora non è soltanto ignobile che solo adesso Grasso e troppi altri abbiano questo formidabile recupero di memoria.
Lo è altrettanto che si cerchi di accreditare la tesi che sì quei metodi non erano ortodossi ma la ragion di stato (stavolta, al contrario che nel caso Moro) imponeva di trattare per il nobile fine di evitare la prosecuzione delle mattanze.
E' vero il contrario. Non la trattativa per impedire le stragi. Ma le stragi per consentire la trattativa coi nuovi garanti.
E il contenuto infame dell'accordo fu che per salvare la vita dei politici fu immolata quella di borsellino e degli agenti.
Dell'assassinio dei quali fu esecutore l'Antistato. E lo Stato il mandante.
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presidente, minuscolo
che tristezza, che squallore, che miseria
questo presidente della repubblica!
ridotto a fare il meschino portavoce
di un golpista delinquente
a sposarne e legittimarne solennemente
le calunnie e le menzogne
a mettere il bavaglio e la mordacchia
a quella magistratura di cui è capo
e della cui libertà e indipendenza
dovrebbe essere supremo garante
che pena quest'uomo
denigrato, insultato, umiliato e sputtanato
ed intento solo e sempre a formulare inviti
a smorzare i toni, attenuare i conflitti,
cercare accordi e trovare equilibri
a dare una mano per giunta goffa e maldestra
mentre se ne proclama paladino ipocritamente
a sabotar la costituzione, la legalità e la democrazia
di cui dovrebbe essere presidio permanente
che fermezza che coerenza in questo vecchio
già benemerito per aver respinto sdegnosamente
da ministro dell'interno
l'ignobile insinuazione che fosse sua intenzione
ficcare il naso e frugar negli armadi
dove son custoditi i segreti
delle antiche e più recenti stragi
o per aver sovrainteso da presidente del CSM
a tutela dei gaglioffi
alla sottrazione degli atti e delle funzioni di De Magistris
ed aver rubricato a guerra fra procure
l'azione eversiva dell'una contro l'altra
questo don abbondio al Quirinale
sempre prono e pronto e promulgare qualsiasi infamia
gli venga presentata
passerà alla storia per un solo scatto
di orgoglio e indignazione,
il liscio e busso contro il renzo sovrano
reo di averlo implorato di non firmare
il lavaggio di stato dei capitali criminali
siamo sicuri che questa sentinella
più in sonno che insonne
sia il più alto in grado dei dipendenti a nostro servizio
o non piuttosto al soldo
di altri poteri pesanti come massi?
ma che dico massi...
massoni!
(dal sito http://www.beppegrillo.it/2009/11/il_figlio_del_partigiano_0.html#page_2)
Anno zero.
Si alzi in piedi la Corte. Entra l'Imputato!
Prendiamo atto che finalmente è stata data la parola a Travaglio .
Per il resto peggio che andar di notte.
Dunque. Dicono che la magistratura che si occupa di Berlusconi è faziosa, complottarda ed eversiva.
Dicono che i processi a B.non si fanno in tv ( NdR. E nemmeno nella stampa o in piazza né in parlamento.E nemmeno nei tribunali. Non s'hanno da fa' e basta!)
Dicono che deve essere garantita la parità tra accusa e difesa.Bene. Nella trasmissione tv considerata di punta nel fronte d'attacco a Berlusconi l'impostazione è questa.
Pro berlusconi,non uno qualsiasi,ma il suo presunto onorevole avvocato difensore, e per di più nel processo Mills, tema della puntata, parte in causa, literaliter.E il suo testimone a favore Tarak Ben Ammar,un Mills tunisino di altissimo rango, affarista internazionale, esperto di off shore benefattore dei palestinesi(e segnatamente, a suo dire, ma nella fiction non nelle aule giudiziarie, della tangente miliardaria di cui un tribunale della repubblica ha sentenziato invece il passaggio dal conto very discret della fininvest del signor B al ladro latitante Craxi)e amico personale,pallido emulo, malgrado il copioso cerone, e sodale del Presidente del Consiglio, a sua volta socio in affari del cinghiale di Hammameth ma anche della banda Bush & Sharon,sterminatrice e negazionista dei Palestinesi.
Versus Berlusconi, nessun procuratore, giudice o "avvocato della Accusa", nessun testimone.
Solo due giornalisti a fronte di un sedicente tale, al soldo dell'imputato.
Validissimi,benemeriti e preparati ma non parti in causa, non del mestiere e senza la disponibilità di prima mano delle carte processuali.
Insomma in quella televisione accusata di non far altro che attaccare e denigrare il capo del governo va in onda un processo in cui c'è e parla solo la difesa che accusa, l'accusa è assente, non rappresentata e senza difesa.
E infatti ne profitta alla grande Ghedini Nosferatu.
Che non si limita ad incensare il suo padrin-patron, ma aggredisce e denigra i tribunali e i giudici.Li insulta, li discredita, li diffama,li sbeffeggia, ad libitum.
Questa casta, questo grumo di cospiratori è esposto unilateralmente alle calunnie senza poter ribattere alla controparte e smentirne le insinuazioni e le menzogne, tutelarsi contro le ingiurie
Il giudice deve tacere, essere ed apparire super partes, non comparire in tv,non firmare appelli, non rilasciare interviste, non manifestare, non entrare ih politica. Al massimo una cenetta fra amici, ma solo se di rango costituzionale.
Invece le legioni dei ghedini e dei belpietri possono rigurgitare liberamente indisturbati il loro trucidume per ogni dove.
Anche da Santoro, non solo da Fede, l'altro zuzzurellone, il giullare dell'Imperatore, suo rufiano e compare di caste merende con acerbe verginelle.
E' il 'mavalà' l'argomento cruciale del principe del foro, questo genio da 4 milioni di euro all'anno, quelli in chiaro,che appare persino più deficiente della Bongiorno, e ce ne vuole.Il 'ma cosa dici!!' il dar sulla voce, il gracchiare e ridacchiare, lo sbracciare e l'agitarsi reiterando i 'ma noooo!!!'con la bocca e con la testa son le perle della sua ars dialettica e declamatoria.
E basta.Per il resto altro non fa che legger carte e citar cavilli e codicilli che non provano una mazza e di cui altrettanto si capisce. In primis illus ipse.
E non pago di tanto sfoggio di insipienza e spocchia, questo azzeccagarbugli dozzinale, questo zoticone trova anche il tempo sul finale dello show di insultare anche il 'Pubblico' che ,come tale e con orgoglio Santoro rivendica'suo'.
E ben gli sta a questo Popolo suddito silente e plaudente ridotto a far le belle statuine e malcelati sorrisini se fatto oggetto della agognata inquadratura.
Poi arriva Vauro. E tutti a ride. Tranne Belpietro, il musulmano e Mavalà.
Fine.
E questo è quel che passa il convento dell'opposizione.
Figurarsi il bordello della maggioranza